THE CIRCUS


THE CIRCUS

a cura di Massimiliano Porro

Mettere in scena ogni giorno un atto diverso della propria vita, dovendo necessariamente esibirsi in qualunque situazione. Lo spettacolo ha inizio e il Circo di Francesco Bosco presenta una serie di forme e situazioni che si sviluppano in molteplici racconti. Il segno graffiante, brutale e cromaticamente dissonante gioca un ruolo fondamentale poiché non si vuole fermare al semplice dato visivo. Vuole scavare in profondità facendo emergere il lato nascosto dietro le maschere. Il giorno e la notte si mescolano rivelando turbamenti sinistri, malinconici presagi e ricordi agrodolci che lacrimano come ferite dalla tela. Giorno e notte si intrecciano, scanditi dai fremiti dei protagonisti che lasciano trasparire debolezze, fatiche e ansie. In questo immaginario che nulla ha di fiabesco, il pittore lascia che l’osservatore sfogli le pagine creando un’interazione diretta con esso. È alla ricerca della sensibilità primordiale contenuta in ognuno di noi. Accantona le inibizioni per rivelare stati d’animo che fanno parte dell’essere umano. Si serve della metafora circense dischiudendo ritmi tribali per raggiungere l’ombelico del mondo. Ecco allora che ognuna di queste illustrazioni è scrigno che rivela gli oscuri meandri dell’esistenza. Una riflessione acuta che passa attraverso Pierrot, Acrobati, Danze, Gufi e Corvi come genealogia di situazioni espressive intense. Eros e thanatos vivono intrisi negli sguardi dei protagonisti e il linguaggio pittorico di Francesco scaraventa sulla tela echi ancestrali. Una sensazione di solitudine accompagna così queste originali rappresentazioni ricordando le parole di Giuseppe Ungaretti: Mi tengo a quest’albero mutilato / Abbandonato in questa dolina / Che ha il languore / Di un circo / Prima o dopo lo spettacolo / E guardo / Il passaggio quieto / Delle nuvole sulla luna.