Per Francisco Garden, Pittore e Scultore di notorietà internazionale, conclamato rivoluzionario per l’eclettismo nelle sue profonde partecipazioni emotive, quanto riformatore inedito di sempre nuovi codici linguistici, l’Arte è il mistero che essa racchiude. Di segrete interferenze, dove è proprio la Simbologia e la Sintesi, a velare le modificazioni tra gli elementi, là dove tutto era eternamente in esposizione. Qui, per Garden l’uomo è l’umana opera d’arte. Vale a dire la Creatività nella sua profonda essenza! Nell' Opera Garden è il testimone modificando tutta la sua natura, rendendola rivoluzione nella stessa essenza, come sono evidenti le sue recentissime performance. La sua è a priori, indagine introspettiva, sperimentazione intuitiva e progettuale.L’artista percepisce il Dio del mondo, affascinando la sua ricerca contemporanea, di per sé difficile da regolamentare. Francisco, in questa sua apoteosi di rinnovamento, come lo fu per le sue magiche modellazioni plastiche tridimensionali, ci indica una via di uscita, dalle trappole dei giorni, rovesciando le etiche puntellate della ragione. La sua arte rappresenta un sistema meta-filosofico che, attraverso l’immagine, arriva a mettere in discussione i dogmi della ragione medesima. Per l’artista Cosentino la sacralità dell’Arte non è soltanto bellezza e redenzione, ma va letta come mistero, dramma, sensualità, sofferenza e auto interrogazione, in base al tentativo supremo, di “rivelare l’uomo all’uomo”. Senza domande non c’è ricerca ! per fare risplendere di sensazioni l’anima interlocutrice, portando la creta a diventare carne il Simbolo, e al sogno visionario : “essere una sola cosa viva , e di nitore lucente” Tanto nella Pittura quanto nella scultura è un continuo alternarsi di vuoti e pieni, apollinei e dionisiaci, cui esprime la dimensione dell’Assoluto. Narrazioni binomie antropiche, medesimamente nella sintesi scultorea, la partecipazione ad un Io-plurale, attraverso gli strumenti del pensiero. Il vero pensatore non ha bisogno di troppe parole, è una persona saggia sintetica. L’opera deve partecipare la realtà! Francisco va oltre: mette in fusione la realtà con la fantasia, cercando di carpire le ‘verità’ con l’allegoria, celati nel Simbolo, quanto nell’astrazione, come fece Gaughin e Chagall, tra realtà e sogno. Utilizzando i colori delle emozioni primitive.

Alfredo Pasolino
Critico d'Arte Internazionale